Baretto è una serie per il web, demenziale politically uncorrect, ambientata in un Bar. La serie sarà interamente girata in un set che si trova nelle vicinanze di Parma costruito appositamente. Il progetto nasce con l’intento di promuovere l’arte in tutte le sue varie forme.
Una serie dal carattere sperimentale per chi già gira cortometraggi e, soprattutto, ideata per dare una facile possibilità ai neofiti di cimentarsi con la realizzazione di un corto, dalla progettazione al prodotto finito.
All’interno della serie sarà dato ampio spazio a tutti gli artisti, che contattandoci, vorranno partecipare con le proprie opere: saranno utilizzate canzoni come colonna sonora, quadri, sculture, fotografie come elementi di scenografia (e menzionati nei titoli di coda) coreografie per animare alcune puntate e comunque qualsiasi forma d’arte proposta potrà diventare protagonista!
Al fine di mettere tutti sullo stesso piano e di garantire sia l’assoluta libertà creativa per ogni autore che l’omogeneità e la conformità alla serie, si è reso necessario creare uno statuto della serie.
Redatto da Carlo Rizzelli e Andrea Ferraguti
Statuto di “Baretto” la serie
1) Le riprese all’interno del set devono durare al massimo una giornata per ogni puntata. (Escluse le riprese esterne, che devono comunque avere tempi contenuti equiparabili al lavoro di una giornata)
2) Il suono deve essere registrato in presa diretta, esclusi casi particolari per esigenze di sceneggiatura.
Non sono vietate aggiunte di rumori, effetti o musiche successivi, ma l’audio non deve essere doppiato (Escluse le riprese esterne in condizioni particolari che lo rendano necessario)
3) La prima serie di Baretto è concepita per essere girata in bianco e nero (Escluse esigenze di sceneggiatura)
4) Il carattere dei protagonisti non deve essere snaturato di puntata in puntata *
5) Ogni puntata è “a sé stante” e non influenza le successive puntate ( Esempio: un personaggio può morire a nella successiva puntata essere ancora vivo)
6) Baretto non ha vincoli di trama *
7) In ogni puntata, una canzone deve accompagnare i titoli di coda, ma la musica non è obbligatoria (intesa come colonna sonora) e comunque deve essere originale o libera da diritti quando usata.
L’idea di base della serie è comunque quella di servirsi di gruppi locali per le canzoni.
8) Deve essere girato in HD
9) La durata deve essere minimo di 5 minuti a puntata. (Escluse sigla e titoli di coda)
10) Al termine di ogni puntata devono essere resi noti, tramite i titoli di coda o tramite il sito internet: tutti i partecipanti e i loro ruoli, (per attori e per ruoli tecnici) gli autori delle musiche e gli autori delle opere d’arte utilizzate come scenografia.
* Previa approvazione di sceneggiatura e dei personaggi da parte della produzione (Questo solo per creare una omogeneità globale della serie tra le varie puntate. L’approvazione non si intende alla qualità del soggetto o della sceneggiatura, né tanto meno al prodotto finito. E’ solo intesa a verificarne la compatibilità all’interno della serie.)
"L’idea di girare le serie Baretto viene fuori dopo le continue richieste piovute da varie parti di girare un seguito al cortometraggio omonimo, a cui non ero comunque interessato.
Parlandone con Andrea Ferraguti, ci venne fuori l’idea di farne una serie, da cui fui immediatamente attratto.
Dopo averne parlato con altri registi, venne approvata con entusiasmo l’idea di questa produzione.
La serie Baretto nasce soprattutto con l’idea di dare la possibilità di cimentarsi nella realizzazione di un prodotto da parte dei meno esperti, che possano in questo modo imparare a destreggiarsi con la scrittura, l’organizzazione e la realizzazione di un cortometraggio senza l’assillo dell’alta qualità tecnica ed in generale della qualità artistica dell’opera. Nonostante la serie sia principalmente demenziale, sono graditi i generi più vari, soprattutto i meno pretenziosi.
Pensata anche per chi, pur essendo più esperto, desidera cimentarvisi per diletto, rispettando comunque le dieci regole redatte.
La serie “Baretto” viene ispirata inizialmente dai personaggi del cortometraggio omonimo."
Carlo Rizzelli